Regolamento (UE) 2026/1184

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Questa valutazione preliminare di massima esamina il Regolamento (UE) 2026/1184 per individuarne gli impatti sul trasporto ferroviario regionale, e farà da base ad eventuali successivi approfondimenti tecnici e alle future azioni di monitoraggio a tutela dei viaggiatori.

Il Regolamento (UE) 2026/1184 (approvato il 20 maggio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 10 giugno 2026) punta a rivoluzionare la gestione dello spazio ferroviario unico europeo, con l’obiettivo mirato di ridurre drasticamente i ritardi e ottimizzare il traffico.

Per chi viaggia ogni giorno dall’Umbria, questa norma introduce tutele e vincoli di pianificazione che toccano da vicino gli storici problemi di mobilità verso Roma, Firenze e Ancona.

Le nuove regole europee intervengono direttamente sulla gestione della capacità infrastrutturale dei binari e disciplinano l’accesso all’intera rete attraverso principi che mirano a rendere l’assegnazione delle tracce più efficace ed efficiente. In quest’ottica, la norma privilegia gli accordi quadro pluriennali come strumento principale per dare stabilità ai servizi. Una scelta tecnica importante, che non prevede tetti rigidi alla capacità assegnabile con ciascun singolo accordo, ma stabilisce una capacità complessiva della rete da definire tramite decisioni tecniche da parte del gestore. Inoltre, viene garantita la massima tutela per i servizi esistenti, poiché non si prevede alcun meccanismo di retrocessione delle tracce orarie che ricadono negli accordi quadro già conclusi.

In concreto, per i pendolari della nostra regione questo si traduce in maggiori tutele nei conflitti con l’Alta Velocità. Uno dei problemi cronici per i passeggeri umbri è infatti l’attesa imposta ai treni regionali per dare la precedenza ai convogli a mercato sulla linea Direttissima — situazione che spesso causa il successivo instradamento sulla linea storica (lenta), con pesanti ripercussioni sui tempi di viaggio. Il Regolamento UE impone ora criteri rigidi e trasparenti per la ripartizione della capacità dei binari. Questa norma europea stabilisce chiaramente che, in caso di infrastrutture sature e congestionate — come l’imbuto della Direttissima tra Settebagni e Orte — l’assegnazione delle tracce deve prioritariamente basarsi su criteri socio-economici e di utilità pubblica.

Di fatto, i gestori della rete (come RFI) dovranno pianificare i flussi bilanciando i treni commerciali con il fondamentale diritto alla mobilità dei convogli soggetti a Obbligo di Servizio Pubblico (OSP).

Parallelamente, cambierà la gestione dei cantieri e dei disservizi, evitando finalmente di “isolare” la regione. Se è vero che Rete Ferroviaria Italiana (RFI) già attua e coordina la programmazione dei lavori e le procedure di emergenza, la nuova norma europea introduce un salto di qualità decisivo: impone l’obbligo di pianificare le deviazioni temporanee e i cantieri con molto più anticipo e secondo standard di trasparenza unificati.

Questo eviterà che i piani di contingenza nazionali continuino a penalizzare l’Umbria, impedendo che i convogli regionali da e per Terni, Perugia, Foligno o Orvieto rimangano sistematicamente bloccati o soppressi per dare priorità alle sole tratte nazionali in caso di crisi sulla linea.

Questo Regolamento europeo rappresenta anche uno scudo rispetto alle criticità che abbiamo sollevato sulla Delibera ART 49/2026, la quale — ad esempio — non riconosce come “pendolari” i treni che partono dalle Marche o dall’Umbria prima delle 06:00 del mattino.

Questo atto normativo spinge infatti verso una pianificazione orientata all’efficienza reale del servizio complessivo, offrendo strumenti normativi solidi per difendere le tracce orarie strategiche dei lavoratori e degli studenti che devono raggiungere la Capitale nelle primissime ore del mattino.

La vera forza di questo nuovo Regolamento sta nella sua natura vincolante. Non si tratta di semplici linee guida o raccomandazioni che i gestori della rete possono ignorare o rimandare. Il testo europeo fissa un cronoprogramma rigido e scadenze precise entro le quali RFI e le imprese ferroviarie dovranno obbligatoriamente adeguare i loro piani di gestione dei flussi e i protocolli di emergenza.

Inserito in questo quadro normativo sovraordinato, il passaggio chiave che cambierà le carte in tavola riguarda l’obbligo di allineamento normativo: l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) sarà legalmente tenuta ad adeguare le proprie delibere — comprese quelle più recenti e discusse come la 49/2026 — per renderle pienamente conformi ai parametri stringenti del Regolamento UE.

Il Regolamento europeo è ufficialmente in vigore, ma la sua applicazione pratica passerà attraverso i piani di gestione nazionali che RFI dovrà coordinare sotto la vigilanza dell’ART. In questa delicata fase di transizione, il Coordinamento continuerà a svolgere il proprio ruolo storico di osservatorio attento.

Seguiremo, per quanto possibile, l’evoluzione dei procedimenti e l’adozione dei nuovi protocolli affinché sia tutelato il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini e vengano garantiti a tutti i territori pari dignità e parità di diritti nell’accesso all’infrastruttura ferroviaria.